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L’impatto dell’utilizzo dell’AI con i clienti Urmet ATE

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Urmet Ate negli ultimi anni ha investito molto sulla ricerca legata all’AI per offrire agli istituti di vigilanza opportunità concrete e nuovi servizi, in linea con i tempi e le esigenze di settore. Parliamo in particolare dell’assistente virtuale, presentato a Fiera Sicurezza di novembre 2025 e oggi un vero prodotto. Affrontiamo con Filippo Carraro, responsabile commerciale, l’impatto dell’AI con i clienti.

Quali sono le caratteristiche di NEXTY, l’assistente virtuale, come viene gestito e soprattutto come è stato accolto dai clienti?
Da diversi anni in Urmet ATE investiamo concretamente nella ricerca sull’Intelligenza Artificiale, con un obiettivo molto chiaro: trasformare l’AI in un valore reale e utilizzabile ogni giorno dagli istituti di vigilanza.
NEXTY nasce esattamente da questa visione. Non è un semplice progetto sperimentale, ma un assistente telefonico che abbiamo pensato, sviluppato e testato partendo dalle esigenze operative reali delle centrali operative, segnalate dai clienti.
NEXTY si integra con i sistemi già in uso, si adatta ai flussi del cliente e supporta gli operatori nella gestione delle chiamate e delle richieste. È in grado di comprendere le necessità dell’interlocutore, avviare azioni, gestire informazioni complesse e fornire risposte coerenti e tempestive.
La sua gestione è per noi un aspetto fondamentale: NEXTY viene configurato in modo personalizzato, monitorato costantemente e aggiornato in modo continuo. Questo ci consente di garantire un utilizzo sicuro, controllato e affidabile, mantenendo sempre alta la qualità del servizio offerto agli istituti di vigilanza. Quando l’abbiamo presentato a Fiera Sicurezza è stato accolto con grande attenzione e curiosità nel settore!

Una delle “paure” generali è che l’AI porti via lavoro. Invece, in quale modo l’AI e NEXTY possono migliorare il lavoro degli operatori, soprattutto nella gestione degli eventi in tempo reale, secondo Urmet ATE?
Sappiamo che questa è una paura sentita. Da parte nostra, l’AI non è mai stata pensata come una sostituzione dell’uomo, ma come un supporto concreto al lavoro quotidiano. NEXTY nasce proprio per alleggerire gli operatori dalle attività più ripetitive e a basso valore aggiunto, permettendo loro di concentrarsi sulle situazioni che richiedono competenze, esperienza e capacità decisionale.
Nella gestione degli eventi in tempo reale, NEXTY aiuta a filtrare le informazioni, a organizzare i flussi e a suggerire rapidamente le azioni più appropriate. Questo significa tempi di risposta più rapidi, maggiore precisione e meno stress operativo.
L’operatore rimane sempre al centro, ma lavora con uno strumento che lo supporta e lo rende ancora più efficace, e può dedicarsi alle operazioni più importanti.

C’è un rischio per gli istituti di Vigilanza che l’AI renda il servizio più “freddo” o distante dal cliente finale e dove è ancora fondamentale l’intervento umano?
Il rischio esiste solo se la tecnologia viene usata nel modo sbagliato. Il nostro approccio, invece, è esattamente l’opposto. NEXTY non nasce per “togliere” umanità al servizio, ma per migliorarne l’efficacia complessiva perché nei momenti delicati, nelle decisioni critiche e nel rapporto con il cliente finale, l’intervento umano resta insostituibile. L’AI gestisce continuità, velocità e volumi; l’operatore porta empatia, giudizio ed esperienza: è proprio questa combinazione che permette agli istituti di vigilanza di offrire un servizio più vicino, più attento e più professionale.

Come sempre le nuove tecnologie vanno conosciute, gestite ed equilibrate: guardando ai prossimi 2–3 anni, come immagini evolverà il rapporto tra operatore e tecnologia AI? E quale sarà il ruolo di Urmet ATE?
Nei prossimi anni immaginiamo un rapporto sempre più stretto e naturale tra operatore e tecnologia AI. L’Intelligenza Artificiale diventerà un alleato quotidiano, uno strumento capace di supportare le decisioni, anticipare esigenze e semplificare i processi operativi.
Allo stesso tempo, il ruolo dell’operatore evolverà: meno attività ripetitive e più attenzione alla supervisione, all’analisi e alla relazione con il cliente.
Il compito di Urmet ATE sarà quello di accompagnare questa evoluzione, mettendo a disposizione soluzioni affidabili, etiche e progettate partendo dalle reali necessità degli istituti di vigilanza. La tecnologia, per noi, deve sempre essere al servizio delle persone.

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