Il Rapporto Verisure-Censis 2025 fotografa l’evoluzione delle esigenze di sicurezza delle famiglie italiane. Per gli Istituti di Vigilanza emerge un’indicazione interessante: cresce l’attenzione verso soluzioni personalizzate e servizi professionali capaci di accompagnare le persone nella gestione della sicurezza.
La sicurezza domestica è una priorità per gli italiani
La casa non rappresenta soltanto un bene materiale, ma uno spazio legato alla tranquillità e al benessere personale.
Secondo il Rapporto Verisure-Censis 2025, il 90,8% degli italiani considera la sicurezza domestica un elemento sempre più importante della propria vita, mentre l’84,9% dichiara che avere dispositivi di sicurezza in casa contribuisce a vivere meglio e con maggiore tranquillità.
Il tema è strettamente connesso alla percezione del rischio: il furto in abitazione è il reato che gli italiani temono maggiormente, indicato dal 59% degli intervistati.
Una preoccupazione che si accompagna a comportamenti di prevenzione e a una crescente attenzione verso gli strumenti di protezione.
Dalla protezione dell’abitazione ai sistemi collegati alle Centrali Operative
L’indagine evidenzia che l’88,9% degli italiani adotta almeno un dispositivo di sicurezza per proteggere la propria abitazione e il 67,8% ne utilizza più di uno.
Tra le soluzioni adottate figurano porte blindate, videocitofoni, telecamere e sistemi di allarme.
Un dato particolarmente significativo per il settore della vigilanza riguarda i collegamenti professionali: il 13,4% degli intervistati dispone di un sistema d’allarme collegato a una Centrale Operativa, mentre il 7,9% dichiara un collegamento a un servizio di vigilanza privata.
Il rapporto rileva inoltre che il 18,2% degli italiani pensa di dotarsi, nei successivi dodici mesi, di un sistema d’allarme collegato a una Centrale Operativa. La percentuale raggiunge il 25,3% tra i giovani di 18–34 anni e il 28,3% tra chi appartiene a famiglie con redditi annui superiori a 50.000 euro.
Si tratta di intenzioni dichiarate, non di nuove attivazioni già realizzate, ma rappresentano un segnale di interesse verso questa tipologia di servizio.
Non basta un allarme: conta il servizio
È forse questo uno degli aspetti più interessanti che emergono dal rapporto.
Guardando alle aspettative per il futuro, il 79,6% degli italiani desidera sistemi di allarme composti da più elementi e personalizzati sulle proprie esigenze.
Ancora più rilevante è il ruolo attribuito alla componente umana: il 75,3% vorrebbe poter contare su professionisti capaci di affiancarlo prima, durante e dopo un evento pericoloso.
La richiesta non riguarda quindi soltanto la capacità di rilevare un’intrusione, ma anche la possibilità di avere un riferimento professionale nel percorso di protezione e nella gestione delle situazioni critiche.
Per gli Istituti di Vigilanza, questa evoluzione suggerisce un’opportunità: valorizzare il servizio offerto dalla Centrale Operativa, andando oltre la semplice ricezione delle segnalazioni.
Il ruolo delle Centrali Operative nella vigilanza di domani
Quando la domanda di sicurezza si orienta verso servizi più articolati, anche l’organizzazione delle Centrali Operative assume un ruolo sempre più strategico.
La gestione integrata di allarmi, informazioni e sistemi video, insieme alla disponibilità di strumenti di automazione, può contribuire a rendere più efficienti i processi e a supportare il lavoro degli operatori.
L’obiettivo non è sostituire la componente umana, ma metterla nelle condizioni di concentrarsi sulle situazioni che richiedono valutazione, esperienza e capacità decisionale.
È in questa direzione che Urmet ATE sviluppa le proprie soluzioni software per la vigilanza professionale: tecnologie pensate per supportare l’operatività delle Centrali, favorire l’integrazione e valorizzare il lavoro degli operatori.
La sicurezza è anche una responsabilità condivisa
Il rapporto evidenzia infine un altro elemento: l’89,5% degli italiani ritiene efficace la collaborazione tra Forze dell’ordine, enti locali e vigilanza privata nella realizzazione di progetti di sicurezza urbana.
Un risultato che conferma quanto la sicurezza venga percepita come una responsabilità collettiva, alla quale concorrono soggetti e competenze differenti.
Per il settore della vigilanza, la sfida non riguarda soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma la capacità di trasformarle in servizi affidabili, integrati e vicini alle esigenze delle persone.
Fonte: Rapporto Verisure-Censis 2025, IV edizione dell’Osservatorio sulla sicurezza della casa. Dati di indagine 2025 e dati amministrativi relativi agli anni indicati nel rapporto.


